Vi racconto…

Questa è l’esperienza di Lisa, Màrio e il piccolo Tiago nato in casa all’alba del 7 maggio 2012.  

Prima di iniziare il nostro breve racconto credo sia opportuno precisare che oltre ad essere diventata madre sono anche ostetrica libera professionista. Il mio obiettivo durante la gravidanza è stato quello di utilizzare la mia esperienza e ciò che fino ad oggi tante donne mi hanno insegnato per sviluppare il mio sentire di donna che diventa madre e vivere questo viaggio con il mio compagno Màrio nella pienezza della nostra coppia. Intraprendere anche per me un percorso che mi era fino a quel momento sconosciuto mi ha dato la sensazione di poter ripartire in questo viaggio di maternità alla pari con il mio compagno e lasciare per un po’ il mio ruolo di ostetrica, parte non poco ingombrante nella mia vita.

Abbiamo iniziato gli incontri di haptonomia perinatale intorno alla 27ma settimana di gravidanza, la mia pancia esprimeva finalmente la sua chiara presenza anche al resto della famiglia e anche il papà poteva iniziare a sentire e interagire sempre di più con “quel qualcosa” al di là dell’utero che tanto energicamente da sempre si manifestava a me. L’haptonomia ci ha accompagnato nel nostro percorso di coppia in gravidanza e ci ha facilitato nell’approccio alla relazione a tre, facendo spazio al nostro bambino nell’utero e soprattutto nella nostra vita. Nella pratica abbiamo sperimentato alcuni “esercizi” che hanno chiamato in causa molto spesso il papà che ha trovato un canale concreto per cullare dall’esterno il nostro bimbo e aiutare me a centrare il corpo accompagnando con piccoli gesti la postura e il bacino. Ciò è stato di fondamentale importanza sia per alleviare piccoli fastidi dati dai cambiamenti fisici della gravidanza sia per prenderci un momento quotidiano per noi e sentirci tutti attivamente coinvolti.

L’haptonomia può essere un utile metodo sia per genitori “a digiuno” di informazioni sulla perinatalità sia per quelli già coinvolti o appassionati dal tema. Durante gli incontri abbiamo avuto anche la possibilità di parlare di genitorialità e di rivedere i nostri modelli educativi, rinforzando il nostro progetto di accogliere e accompagnare Tiago nella vita in modo rispettoso. L’ascolto del bambino e il contatto di qualità rappresentano una scelta di approccio alla nuova vita che migliora la relazione con il figlio e il suo “venire fiducioso” al mondo. Durante il parto abbiamo provato un coinvolgimento totale a tre che ci ha permesso di avere un’esperienza attiva e gratificante. Questo ci ha resi forti per affrontare i giorni a seguire e l’adattamento dei primi mesi. Come in gravidanza Màrio si è preso cura di noi e da subito ha sentito un grande attaccamento per Tiago il quale sembrava riconoscere molto bene sia la sua voce che il suo tocco.

Un altro aspetto importante nell’Haptonomia è che tutto passa attraverso l’invito che come tale implica una richiesta rispettosa e l’attesa paziente di una risposta, Tiago già in utero ha trovato molto presto la presentazione cefalica e nel parto ha collaborato in armonia con le contrazioni che lo accompagnavano verso l’esterno. Da partoriente è stata una sensazione sorprendentemente forte e percettibile quando nascendo, l’ho sentito attraversarmi senza timore né indecisione. Non c’è un momento in cui mi sia sentita sola perché sostenuta dalla presenza vigile del mio compagno e accompagnata dall’intelligenza di saper nascere del mio bambino.

Sin dai primi istanti Tiago è stato un bambino presente e lo è tutt’ora nella postura, nello sguardo e nel modo di comunicare che giorno dopo giorno si afferma e si arricchisce.

Da madre e anche da ostetrica sono certa e convinta che i bimbi sappiano nascere e le madri sappiano partorire e che l’Haptonomia sia un utile strumento per avvicinare tutti, operatori e genitori, a comprendere che ogni individuo debba essere invitato con rispetto e gentilezza a popolare questa terra.

 

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