La dolce attesa – luglio 2013

062ARTICOLO “DOLCE ATTESA”, LUGLIO 2013 Cos'è l'haptonomia? In pochi in Italia conoscono cosa sia e a cosa serva l’haptonomia, eppure questa scienza è presente oramai da più di 20 anni in molti Paesi europei ed è attualmente praticata da più di 300 professionisti della salute sparsi in tutto il mondo. L'haptonomia è una disciplina fondata nel 1945 dal medico olandese Frans Veldman che studia il contatto affettivo e i suoi effetti. Il termine che la denomina si compone di due parole greche: haptein, ‘contatto’, e nomos, ‘scienza’; la definizione che se ne può dare è scienza dell'affettività e delle relazioni emozionali umane. Si tratta di un approccio che arricchisce tutti gli operatori sanitari nell’esercizio del proprio lavoro per la qualità del contatto umano che offre con il paziente, favorendo uno stato di sicurezza di base nella persona, sia che essa sia infelice, sia malata, sia morente o non ancora nata. Cos'è e come nasce l'haptonomia perinatale? L’osservazione fondamentale emersa dalle ricerche di Veldman è che la “conferma affettiva” è indispensabile per il pieno sviluppo del potenziale dell'essere umano, fin dal suo concepimento. Il nascituro che può sperimentare il contatto amorevole a partire del grembo materno riceve un piacere e una conferma di sé che contribuiscono alla costruzione della sua sicurezza affettiva ed emotiva, che in seguito lo aiuterà ad affrontare le sfide della vita e ad assaporarne la ricchezza. Da ciò, la nascita dell’haptonomia perinatale che prevede un accompagnamento che si rivolge alla coppia genitoriale, madre e padre, e la fa entrare in contatto intimo con il figlio a partire dai primissimi mesi del concepimento e la accompagna anche dopo il parto durante il primo anno di vita del bambino. Come afferma Catherine Dolto, medico e direttrice della formazione in perinatalità del Centro Internazionale della Ricerca e dello Sviluppo dell’Haptonomia (CIRDH) di Parigi, l’accompagnamento haptonomico perinatale non è “solo” una preparazione al parto ma, più in generale, una accompagnamento di coppia al parto, alla nascita, alla genitorialità e alla cura del bambino. Il bambino è accolto, guidato e sostenuto da suo padre e sua madre per tutta la gravidanza nel grembo materno, ma anche durante il travaglio e la nascita. A chi si rivolge e perchè? Quando è auspicabile iniziare il percorso? Quanto dura? L'accompagnamento perinatale in haptonomia si rivolge a tutte le coppie che vogliono vivere insieme una gravidanza attiva e responsabile, è indirizzato a coloro che la vivono per la prima volta, a chi ha già avuto figli e a coloro che affrontano o hanno avuto l’esperienza di una gravidanza difficile. È una preparazione di coppia che si rivolge in particolare ai genitori che desiderano stabilire una relazione affettiva con il loro figlio fin da prima della nascita. Ma anche alle coppie che vivono o hanno vissuto situazioni problematiche: una donna che ha difficoltà ad accettare l'arrivo o il sesso del suo bambino, una gravidanza gemellare, il caso in cui si subisca la comunicazione di una malformazione nel bambino, una condizione d’ansia legata a un aborto o a un lutto perinatale precedente. Il legame che i genitori stabiliscono con il loro bambino può aiutarli a vivere questo periodo di crisi e ad accoglierlo meglio. È bene iniziare l’accompagnamento il prima possibile, tra l'inizio della gravidanza e l'inizio del settimo mese. Nel caso di una procreazione medicalmente assistita, di un aborto o di un lutto perinatale, le donne possono valersene già prima di essere incinte, poiché apprendono ad accogliere l'embrione, cosa che riduce la loro angoscia e facilita la fecondazione. Dunque, quest'accompagnamento, che modifica profondamente il vissuto dei genitori e del bambino durante una qualsiasi gravidanza, fornisce anche un aiuto davvero prezioso in occasione delle gravidanze “patologiche”, sia che dipendano da una problematica psico-affettiva (depressione, lutto familiare, difficoltà di accettazione dello stato di gravidanza…) sia che richiedano una presa in carico molto medicalizzata (minaccia d’aborto, o di parto pretermine, fecondazioni medicalmente assistite, diagnosi di patologia fetale). La presenza del padre è obbligatoria? Sì, poiché il principio è di permettere al bambino di costruirsi in una triade. Ma, se il padre non vuole, non si deve forzarlo, e la madre deve allora accettare questa decisione. Se però non vi è un padre, perché deceduto o perché non ha accettato la paternità, la madre può venire con un'altra donna o con chiunque desideri accanto perché la aiuti a prendere contatto con il figlio e prepararsi al parto. A cosa serve praticamente, in gravidanza, in travaglio e parto e dopo il parto? (quali sono i benefici per mamma papà e bebè prima durante e dopo) Questo percorso favorisce lo sviluppo di una relazione emotiva attiva, tra madre, padre e figlio. Facilita la creazione e lo sviluppo del sentimento di paternità e di maternità. Sollecita la partecipazione relazionale del bambino dal momento del concepimento, nel grembo materno. La qualità del rapporto affettivo ed emotivo che si instaura durante l’accompagnamento tra genitori e figli ha una funzione preventiva sulle possibili problematiche relazionali successive alla nascita. La relazione affettiva, infatti, che viene favorita nella triade, tra madre e padre con il figlio, nutre un senso di genitorialità condiviso, di responsabilità emozionale vissuta insieme. I genitori scoprono che possono sostenersi a vicenda e sostenere lo sviluppo fisico, psichico ed affettivo del bambino dandogli spazio ben prima della sua nascita, invitandolo a prendere l'iniziativa dell'incontro. I contatti haptonomici conferiscono al piccolo un'importante sensazione di sicurezza, favorendo un più grande equilibrio emozionale dopo la sua nascita. La madre può, grazie a questo contatto privilegiato, avere una migliore qualità di relazione con il suo piccolo, e il padre può trovare uno strumento eccezionale per entrare in contatto con suo figlio prima della nascita. Quest'esperienza offre ai genitori la possibilità di entrare in relazione più profonda con il figlio, aiutandoli nel processo di diventare madre e padre, vivendo insieme questo passaggio fondamentale che trasforma la famiglia. Inoltre, i genitori apprendono ad accompagnare attivamente il loro bambino, guidandolo verso la sua nascita anche durante il parto. L’haptonomia perinatale promuove un travaglio e un parto spontaneo, ma si rivela preziosa anche per i parti cesarei o medicalizzati, in quanto aiuta la madre a rimanere in intima vicinanza con il bambino. L’accompagnamento della relazione affettiva tra il bambino e i suoi genitori non termina al momento del parto: il bambino, ben accompagnato nel periodo prenatale, nasce con la naturale aspettativa che le modalità di accudimento e interazione emotiva che ha conosciuto nel grembo materno trovino anche al di fuori conferma e compimento, la madre ha bisogno di ritrovare la sua completezza e sicurezza interiore rispetto ad una situazione totalmente nuova (ogni nascita è diversa e ogni figlio è differente) e il padre di sentire di essere incluso ancora nella relazione. Ecco perché è importante che il percorso continui anche dopo la nascita. Com'è strutturato l'incontro? Qualche esempio di 'esercizi' L’ haptoterapeuta riceve le due persone, gli appuntamenti non sono realizzati mai in gruppo, e parla con esse della gravidanza, della storia della coppia, del bambino. I genitori apprendono allora a entrare in contatto con il loro figlio, a sentirlo evolvere nel grembo, a cullarlo con amore. A partire dai quattro mesi di gravidanza, il bambino è abbastanza sviluppato per percepire un contatto emozionale e reagirvi: viene, ad esempio, ad attaccarsi sulle mani del padre o della madre e si lascia accarezzare attraverso il ventre della sua mamma. Il contatto è “ pelle a pelle”, costituisce il primo “linguaggio” del nascituro, perciò le sedute si tengono in un ambiente tranquillo e riservato: le mani del padre toccano amorevolmente la pancia della madre, le mani della madri quelle del padre, e il bambino sente e risponde a tale contatto, interagendo con entrambi i genitori. Nell’accompagnamento haptonomico, sia prima che dopo la nascita, si cura molto il “linguaggio” del contatto tattile, ma anche la modalità con cui si porta il bambino, in quanto il “modo” in cui la madre porta il figlio è profondamente influenzato dalla relazione intima che ha con lui. Infatti, in haptonomia si attribuisce grande importanza alla possibilità del bambino di sperimentare fin dall’inizio della sua vita la verticalità. Prima della nascita, tramite la presenza e il contatto affettivo delle mani del padre, si invita il nascituro a porsi comodamente verso la parte dorsale del grembo materno, liberando la parte anteriore, che diventa subito più rilassata. In questo modo ne risulta migliorata la postura della madre, ma anche il bambino può beneficiare di uno spazio più soffice e morbido. Dopo la nascita, persino quando il bambino è sdraiato, si dà al bambino la possibilità di sentire il suo asse, che va dall’osso sacro (la sua base) alla testa. Tale esperienza è essenziale per il suo sviluppo. Grazie al sostegno della base del bambino, che viene offerto con fiducia e consapevolezza dal genitore, il bambino diventa cosciente molto presto della sua corporalità e sviluppa uno stato di sicurezza di base che lo aiuta ad affrontare con più fiducia il mondo e la vita. Gli incontri variano da 6 a 8 prima del parto e da 4 a 6 dalla nascita fino al primo anno del bambino. Tra gli incontri prima della nascita è prevista anche una seduta dedicata al padre, affinché possa sperimentare anche lui i benefici del contatto affettivo e essere più consapevole degli effetti positivi sulla madre e sul bambino. La durata degli incontri è di circa 60 minuti. A chi e dove rivolgersi per praticarla? In Italia, per ora, sono l’unica esperta in haptonomia perinatale. È per me un onore, ma anche un’importante responsabilità far conoscere cosa sia l’haptonomia e diffonderla. Lavoro da più di 10 anni come psicologa perinatale all’interno dei percorsi nascita ospedale Villa Salus di Mestre. Ho seguito centinaia di coppie nel processo del diventare genitori, proponendo loro prima e dopo la nascita uno specifico percorso formativo alla genitorialità. Aver scoperto l’haptonomia e poi aver avuto la possibilità di formarmi come haptoterapeuta perinatale (durante la gravidanza e i primi due anni di vita di mia figlia Elisa!), mi ha offerto la preziosissima opportunità di completare la mia formazione, in modo da poter agire laddove avevo intuitofosse fondamentale lavorare: sulla coppia e sul corpo. Per chi fosse interessato ad un accompagnamento in haptonomia perinatale, invito a visitare il mio sito www.aptonomia-perinatale.it. Esercito per ora a Padova e Mestre, presto spero anche a Milano. L’elenco dei professionisti, comunque, è consultabile su www.haptonomie.org.

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