Aptocosa?

Aptocosa?

Si lo confesso, la prima volta che ho sentito pronunciare la parola "haptonomia" dal mio ginecologo ho proprio pensato questo. Del resto, pur avendo letto molto su bimbi e gravidanza (la prima ovviamente … alla seconda al massimo resta il tempo per qualche libretto sulla gelosia), non mi ero mai imbattuta in questo termine. Una successiva ricerca su Internet non è stata di grande aiuto a chiarirmi le idee su che cosa fosse esattamente questa sconosciuta; anzi, iniziavo a pensare che fosse una cosa un po' stile new age per coppie alternative.
Ma facciamo un passo indietro: all'ecografia morfologica ci viene detto che il nostro bimbo sarebbe nato con un femore corto e con un piedino malformato. Probabilmente il problema sarebbe stato solo di tipo ortopedico; anche se i medici ci tengono sempre a precisare "a quanto si vede dall' ecografia", lasciando spazio a qualsiasi pensiero o interpretazione dei genitori. Io e mio marito, comunque, dopo il primo momento di stupore, preoccupazione e disorientamento, decidiamo di non farci rovinare troppo la gravidanza da tale notizia … la cosa pare seria ma non grave, inutile caricarsi di ansie per ciò che non potremo sapere se non al momento della nascita. Siamo convinti che con questo fatto la Vita ci voglia insegnare qualcosa e che alla fine qualsiasi esperienza porti con se un tesoro (di cui non nascondo qualche volta abbiamo pensato di poterne fare a meno!). Nonostante l'approccio positivo, il mio ginecologo mi consiglia di contattare Isabella perché non si sa mai, dice, di cosa potremmo aver bisogno una volta nato il piccolo Giacomo (ora abbiamo deciso anche il nome che significa "Dio protegge"). Meglio costruire prima un rapporto di fiducia con una persona che sia in grado di aiutarci in modo professionale in caso di necessità. La mia mente razionale e pragmatica si lascia convincere da questa considerazione e, vincendo le mie perplessità, fisso il primo appuntamento. Isabella ci accoglie subito come degli amici e si presenta raccontandoci il suo percorso professionale, ci dice anche, tra le altre cose, che i bimbi che fanno haptonomia acquisiscono prima di altri la capacità di stare eretti e di muoversi. Inutile dire che sarebbe stata una marcia in più per il nostro bambino che, al contrario, per il suo handicap, avrebbe avuto difficoltà di equilibrio e movimento. Poi Isabella ci dà dimostrazione pratica di cosa sia l'haptonomia e  accade un piccolo "miracolo" … appena appoggiamo le mani sulla pancia, Giacomo si fa sentire con un colpetto, come a dire "hei mamma e papà sono qui e sto bene!".
Credo che ogni mamma in dolce attesa si chieda come stia il proprio bambino e aspetti con un misto di ansia ed emozione la visita di controllo dal ginecologo; a maggior ragione se sai già che qualche problemino c'è di sicuro. Avere la possibilità di entrare in contatto con Giacomo in qualsiasi momento, sentire la sua vitalità, coccolarlo e stabilire una relazione con lui ancor prima della sua nascita è stata un'esperienza eccezionale. Non saprei esprimere con altre parole cosa sia stata per me, per noi, l'haptonomia .. è un po' come una storia d'amore che và vissuta e non si può raccontare solo a parole, è una relazione di coppia e di famiglia che si costruisce giorno per giorno, è un dono che ogni mamma e papà dovrebbero poter sperimentare.
Ora Giacomo ha quasi un anno, è un bambino gioioso e determinato che ha cominciato a stare seduto a 5 mesi, a tirarsi su in piedi a 8 mesi e ad alzarsi senza appoggi in centro alla stanza a 10 mesi (pur avendo 4 cm di differenza da una gamba all'altra), ed ora, stupendo medici e fisioterapista, è ormai pronto per camminare!