Haptonomia – Domande frequenti

 

Risponde: Catherine Dolto, medico e haptopsicoterapeuta perinatale,
direttrice della specializzazione in “haptonomia perinatale” al CIRDH

Che cos’è l’haptonomia perinatale?
È un accompagnamento alla genitorialità che dovrebbe cominciare all'inizio della gravidanza. Oltre alla pratica ed ai gesti che facilitano la comunicazione tra i genitori ed il loro bambino, l’haptonomia ha lo scopo di stabilire una relazione a tre e permettere al bambino di acquisire, molto presto, una sensazione di sicurezza interna.

Quando occorre cominciare?
Tra l'inizio della gravidanza e l'inizio del settimo mese. Mai in seguito. Ma gli esperti sono poco numerosi ed occorre dunque prendere appuntamento non appena possibile. Nel caso di una procreazione medicalmente assistita, le donne possono venire prima di essere incinte, poiché apprendono ad accogliere l'embrione, cosa che riduce la loro angoscia e facilita la sua installazione.

A chi si rivolge l’haptonomia?
A tutti coloro che desiderano stabilire una relazione emozionale con il loro figlio prima e dopo della nascita. Ed in situazioni difficili: una donna che ha difficoltà ad accettare l'arrivo o il sesso del suo bambino, l'avviso di una malformazione nel bambino, una gravidanza gemellare, una scossa emozionale durante la gravidanza… Il legame che i genitori stabiliscono con il loro bambino può aiutarli a vivere questo periodo di crisi e ad accogliere meglio il bambino.


La presenza del padre è obbligatoria?

Sì, poiché il principio è di permettere al bambino di costruirsi in una triade. Ma se il padre non vuole, non si deve forzarlo, e la madre deve allora accettare questa decisione. Se però non vi è un padre, perché deceduto o non ha accettato la paternità, può venire con un'altra donna o con chi desidera essere accompagnato, che la aiuterà a prendere contatto con il figlio e prepararsi al parto.

Come si svolgono le sedute?
L’ haptoterapeuta riceve le due persone (gli appuntamenti non sono realizzati mai in gruppo!) e parla con esse (della gravidanza, della storia della coppia ecc.). I genitori apprendono allora ad entrare in contatto con il loro figlio, sentirlo evolvere nel grembo, a cullarlo con amore… Ma in tutte le sedute in funzione del momento della gravidanza, c'è una progressione.

Si può seguire allo stesso tempo un'altra preparazione?
Meglio di no. Poiché, quando si sollecita l'emozionale, si attivano le regioni sotto-corticali del cervello, mentre, con alcune altre tecniche dove si visualizza, si controlla il propria respirazione, si fa appello alle regioni corticale. Ma, una donna incinta non può concentrarsi allo stesso tempo sul suo bambino e sulla respirazione, il rischio male di fare i due.

Cos’è un parto haptonomico?
È un parto dove la madre, aiutata dal padre, resta in contatto emozionale con il suo figlio. Finché lo desidera, resta mobile e prova a trovare la migliore posizione per avere il meno male possibile. Non si preoccupa della respirazione, come in un parto classico. Alla nascita, il bambino è immediatamente posto sul ventre della madre, quindi è portato dal padre. Ma si può completamente seguire sedute di haptonomia e partorire in un ospedale tradizionale.

E dopo il parto?
Si incontrano i genitori ed il bambino almeno quattro volte: 1. Una settimana dopo la nascita, per occuparsi della madre ed aiutarla a trovare la sua fiducia in essa e la sua femminilità. 2. Alcuni giorni più tardi, per apprendere ai genitori a portare il loro bambino con rispetto, per sostenerlo e non portarlo come un pacchetto. 3. Attorno a 4 mesi, perché occorre fare evolvere il modo di portarlo. 4. Intorno al primo anno di vitam quando il bambino inizia a camminare – “la rivoluzione bipédica„! – per parlare dei cambiamenti nel carattere del bambino (che ha bisogno di opporsi per crescere!) dei suoi progressi, ecc.

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